Not your keys, not your crypto.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Il mondo delle criptovalute diventa ogni giorno più vasto, ed ogni giorno nuovi aspiranti investitori, spesso guidati da influencer, youtuber, instagramiani, twitteriani e tiktokiani vari, si approcciano a comprare di tutto e di più, ma sanno veramente cosa stanno facendo?

Senza scendere nel tecnico, tech savvy perdonate le bestemmie di questo articolo niubbo-friendly, partiamo dalle basi sui wallet, portafogli in italiano, ovvero dove sono custodite le chiavi di accesso alle crypto(le crypto tecnicamente stanno sulle blockchain, ovvero “ricopiate” sui nodi distribuiti in giro per il mondo), ce ne sono diversi tipi.

Quando vogliamo detenere una certa crypto, abbiamo bisogno di generare un indirizzo, l’equivalente se vogliamo dell’iban della nostra banca, dove poter ricevere la transazione.
Per poter generare un indirizzo, abbiamo bisogno prima di ottenere un wallet, questo viene generato attraverso un algoritmo che prende come base un numero di parole inglesi(ad esempio una serie di 12 o 24, quello che viene chiamato seed, in italiano seme) e ne sputa fuori con il sistema della crittografia a doppia chiave(pubblica e privata), le private keys, ovvero quelle che ci permettono di averne il completo controllo, quindi di spendere le crypto contenute all’interno ma anche di generare delle richieste e quindi riceverne condividendo degli indirizzi che possiamo generare anche ogni volta per ogni transazione, quindi aumentando la riservatezza.

Una differenza importante è se tutto questo lo facciamo noi o lo fa qualcun altro.

Possiamo classificare i wallet in due categorie: Custodial e non custodial.
I primi sono quelli che qualcuno ad esempio un exchange(binance, coinbase, etc.) condivide con noi, loro tengono le chiavi e noi possiamo chiedere che facciano le transazioni, sta a loro poi eseguire, chiederci verifiche e sottostare alle regolamentazioni che il controllore di turno vuole imporre.
Nei wallet non custodial invece facciamo tutto noi e noi siamo responsabili delle chiavi, se le perdiamo(difficile se seguiamo qualche buona norma di backup), nessuno può aiutarci ma allo stesso tempo abbiamo la piena libertà, al pari del denaro contante, nessuno può impedirci di pagare chiunque o bloccarci i fondi per qualche stupida legge di tracciam..ehm ehm “antiriciclaggio ma con l’attenzione alla privacy” 🙂

A livello teorico abbiamo Hot e Cold wallet, i primi sono connessi alla rete, i secondi restano sempre offline e naturalmente sono i più sicuri se non ci esponiamo con comportamenti scorretti.

Hot wallet includono tutti quei software che girano nel browser(es. metamask) o web-wallet vari; mobile wallet e desktop wallet pure a meno che non siano dispositivi sempre disconnessi ed utilizzati solamente per firmare(approvare) le transazioni.
Questi sono potenzialmente vulnerabili a livello di sistema operativo, software utilizzato e comunicazioni, quindi se dobbiamo utilizzarli è bene mantenere solo la quantità di crypto che ci serve, consideriamoli come una carta prepagata, li ricarichiamo quando serve.
Una sicurezza aggiuntiva può essere data da software di virtualizzazione vari(virtual machine, sandbox) con installazioni pulite ed antimalware che controlla/impedisce ai software di interferire tra loro(es. comodo HIPS).

Cold wallet includono tutti quei software o dispositivi che restano scollegati dalla rete, quindi gli hardware wallet(trezor, ledger, le cosiddette “chiavette” etc.) ed i paper wallet(a patto che siano generati offline) custoditi tramite incisioni su metallo o semplice foglio di carta.
Questi sono potenzialmente vulnerabili se l’attaccante ha accesso fisicamente ai dispositivi, quindi è necessario prendere le dovute precauzioni per occultarli.

É bene ricordare infine alcune regole che dovrebbero essere di buonsenso, oggi sempre più raro.
Mai rivelare a nessuno quante crypto e quali abbiamo acquistato, non sono cartaigienicaeuro e simili che ogni anno si deprezzano, se per ipotesi avessimo acquistato una decina di bitcoin qualche anno fa spendendo un migliaio di euro, oggi varrebbero una villetta a schiera, sappiamo cosa succede a chi diventa milionario vincendo al lotto.
Mai rivelare a nessuno le proprie chiavi private o il seed, chi possiede questi, possiede anche la possibilità di ricreare il nostro wallet con tutti i fondi disponibili, non esistono benefattori o centri di supporto ufficiali, nessuno necessita di queste informazioni.
Mai fare affidamento su un unico dispositivo, come ho ripetuto alla nausea a tutti quelli che hanno perso dei dati, bisogna sempre fare una copia di backup, meglio due o tre e anche in luoghi diversi: gli hard disk si rompono, le schede si guastano, ci può essere un terremoto, la casa può prendere fuoco, il cellulare può esplodere.
Mai lasciare file sensibili sul cloud, si tratta pur sempre del “pc di qualcun altro” e se questo qualcun altro domattina decide di aprirci i file o fare una scansione alla ricerca di password, chiavi etc. lo può fare senza nessun problema, sfido poi a dimostrare che “erano cose nostre” anche i wallet, dato che non sono nominativi.
Mai salvare nulla di importante come password, seed etc. sul cellulare o tramite messaggi, note sparse in giro e nel browser; sono sistemi di qualcun altro, vedi punto precedente.
Usare sempre una forma di crittazione dei file che lasciamo in giro, che si tratti di file compressi con password o di partizioni in cui mettiamo i nostri documenti o anche in extremis un file di office protetto da una password sufficientemente lunga.

Aggiornamento di febbraio 2022

Dopo quasi un anno dallo scorso post un piccolo aggiornamento è d’obbligo; il sito prossimamente sarà nuovamente rivisto per essere più veloce e funzionale, rimarranno la sezione blog e le pagine di aggiornamento.

Per quanto riguarda il conto LBI Gain nonostante un mese decisamente no dovuto ad un cambio gestione, ha aggiunto un +42% dall’anno scorso, rimanendo stabile anche durante la successiva fase critica; il nuovo partito da metà 2021 denomiato per l’occasione e le modalità operative “Nessuna Correlazione” ha raggiunto ad oggi un +47%.

Dato il periodo fortemente influenzato dalle notizie sanitarie impreviste e di conseguenza economiche, è preferibile ridurre momentaneamente il rischio.

Che fare coi bitcoin ora?

Dato che bitcoin ora sta raggiungendo di continuo nuovi record, questa è la domanda che ultimamente risuona parecchio, la risposta è come al solito un “dipende”.

Prendiamo un primo esempio di chi pensa di comprarli perchè vuole guadagnarci rapidamente qualcosa, come in un vecchio detto, quando anche i tassisti/gente comune parlano di azioni e finanza, è il momento di vendere; questa vignetta è abbastanza chiara sull’opportunità persa:

N.B. al momento in cui scrivo siamo oltre i 55.800$

Se c’è una cosa che il mercato dovrebbe insegnare è che ad un forte rialzo segue sempre un forte ribasso, come accadde nel 2017 quando bitcoin raggiunse velocemente il precedente massimo prima di scendere altrettanto velocemente e stabilizzarsi in seguito, dopo un periodo di poco oltre i tre anni ecco che la dinamica si ripete, i grafici erano quasi sovrapponibili, ora abbiamo finalmente un nuovo massimo.

Per non dimenticare ecco la famosissima gif con Elmo invecchiata per l’occasione che rende bene l’idea:

Questa volta abbiamo però qualche giocatore in più, nel mondo della finanza si può inventare di tutto ma come per le leggende un fondo di verità esiste sempre e nel nostro caso, ora anche chi denigrava e aveva più volte predetto la fine per questo mondo di miner e bit, riconosce e approfitta della situazione, ed ecco che banche, fondi vari e le cosiddette balene(i pesci grossi) si accaparrano e offrono nuove soluzioni legate al bitcoin che deve essere acquistato, il risultato: bitcoin che a differenza della carta igienica dei vari stati(gentilmente concessa a debito dalle banche centrali) è un bene limitato, sale di prezzo.

Per questo stesso motivo è lecito pensare anche che bitcoin essendo parte del piano di diversi giocatori che lo usano come accumulo/bene rifugio, seguirà la sorte del ribasso ma la caduta post-vendita degli speculatori ad un certo punto sarà bloccata dal nuovo livello di capitalizzazione di questo mercato.

Altra notizia positiva è che parte delle vere shitcoin viene ora a galla, il meccanismo è uguale per tutte come la stessa xrp, la cosiddetta “crypto delle banche” che non ha lontanamente raggiunto il precedente massimo del 2017, segno come le altre che l’interesse è stato definitivamente perso, scendendo nella classifica di coinmarketcap.

Naturalmente nei luoghi di scambio(exchange) le commmissioni in questo periodo data la mole di transazioni si sprecano, bnb di binance che ha avuto la lungimiranza di creare il suo sistema è schizzato al terzo posto subito dopo ethereum e bitcoin.

Menzione honoris causa a dogecoin che a seguito delle trovate social di un certo miliardario pazzo si è ritrovato in dodicesima posizione con un incremento a tre cifre praticamente da un giorno all’altro.

Finita questa piccola panoramica cosa conviene quindi fare?

-SE bitcoin e le crypto in generale le utilizziamo come parte di un piano più ampio(come sempre diversificare è la cosa migliore), da inizio anno è il momento buono per venderne gradualmente una piccola parte e ribilanciare il tutto in attesa del prossimo ribasso

-SE bitcoin e le crypto in generale le utilizziamo come piano di accumulo/rifugio poco cambia, continueremo a comprare come sempre fatto anche se dato il periodo suggerirei per chi inizia proprio ora un po’ di cautela

Novità e aggiornamento di gennaio 2021

Gennaio si conclude secondo le aspettative e porta qualche cambiamento, in questo caso migliorativo.


Il primo conto prosegue oltrepassando il traguardo del 200%, si mantiene stabile con uno 0.7% giornaliero circa, 123 trade in totale, il discostamento tra balance ed equity rimane entro le previsioni del 10%.


Il secondo conto sperimentale è sulla strada per il 75% nonostante i suoi 3 mesi e mezzo ma sta leggermente sottoperformando confrontandolo con il primo dal quale prende spunto, è diventato ora più dinamico, 46 trade totali.


Il conto pamm Gain fornito tramite LBI invece porta anch’esso una piccola novità con l’introduzione di un cambio aggiuntivo(questo mese gbpusd) oltre a m$ft, così da poter aggiungere qualche punto in più a fine mese e compensare nei casi in cui ci sia poco movimento, 19 trade a gennaio di cui 6 extra, 99.4% equity.

Aggiornamento di fine 2020

Siamo a fine anno e con una buona dose di soddisfazione posso concludere con un buon risultato del nuovo metodo sul conto più vecchio, con un’ottima risposta dal secondo test che sta proseguendo altrettanto bene e con una buona risposta anche da parte di lbi sul conto gain che è rimasto stabile nonostante le oscillazioni di questo periodo, unico neo un contrattempo sul saving, recuperato però abbondantemente dal resto.

Obiettivi per il prossimo anno: migliorare ulteriormente la gestione delle posizioni rimaste in sospeso e accumulare più bitcoin, con i tempi che probabilmente arriveranno, permetteranno di ripartire agevolmente anche nello scenario più difficile.

Buon Natale 2020

I migliori auguri di un Buon Natale.

p.s. nessun cambio è stato maltrattato nella realizzazione del collage, tutti i trade raffigurati si sono poi conclusi a profitto.